Quando iniziamo un nuovo lavoro, spesso ci poniamo la domanda: “Dove posso sistemare gli elementi più importanti per dare risalto all’opera?”
La risposta è che non esistono collocazioni di preferenza, per cui la libertà creativa è massima. Tuttavia ci sono dei suggerimenti tramandatici dagli artisti del passato (Piero Della Francesca, Botticelli, Leonardo e molti altri), che hanno ottenuto risultati eccellenti utilizzando delle semplici regole che possiamo sfruttare per i nostri lavori.
Eccole.
a-utilizzo dei terzi verticali: in questo primo esempio lo spazio della superficie viene diviso in 6 parti. Ogni parte contiene la presenza di qualcosa che può essere o una forma o un colore o spazio. Si chiamano terzi perchè la lunghezza della superficie viene divisa in 3 zone verticali tagliate da una trasversale posta al centro dell’altezza.
b-utilizzo dei terzi verticali e orizzontali: anche in questo caso ogni spazio della superficie deve contenere la presenza di un oggetto, ma i terzi sono in numero maggiore, per cui il risultato sarà più ricercato.
c-croce di Sant’Andrea: gli spazi sono più articolati e distribuiti variamente nella superficie; gli oggetti possono essere variamente distribuiti e il risultato visivo sarà più armonico ed elegante. Per ottenere lo schema, nel rettangolo l’altezza viene riportata su entrambi i lati più lunghi dove poi si uniscono i punti.
d-linee auree ottenute dividendo la lunghezza e la larghezza per il numero fisso 1,618: il punto E si trova dividendo la misura della base per il numero fisso. Allo stesso modo si trova il punto F. Da questi due punti si tracciano le parallele ai rispettivi lati. Questo schema è molto utilizzato, perchè i risultati sono immediati se gli elementi più importanti si collocano nelle adiacenze di queste linee, anche di una sola delle linee.
e-dal caso precedente si ricava lo schema seguente, più complesso e più ricco.
f-il rettangolo aureo partendo dal quadrato: si ottiene costruendo un quadrato con le diagonali e l’altezza passante per il centro; il punto medio di base E va unito col vertice C. La misura EC viene riportata col compasso sul prolungamento della base e si ottiene il punto C’. Da questo si costruisce la perpendicolare e si ottiene il rettangolo che ha proporzioni perfette tra base ed altezza. Il rettangolo aureo è stato applicato dai Greci nella costruzione dei templi (se vuoi approfondire l’argomento vai su Internet e cerca “sezione aurea”).
g-altro schema, più semplice e più intuitivo: per ottenere spazi armonici in un rettangolo, si traccia la sua diagonale e su questa si individuano dei punti dai quali si disegnano la verticale l’orizzontale.

